Sabato 7 Dicembre 2019: "Io La Musica Son" - Floriano D'Auria

Categoria: Eventi Pubblicato: Venerdì, 06 Dicembre 2019 Scritto da Administrator - Lavinia

Il programma che presentiamo stasera prende il suo nome da una frase del Prologo dell'Orfeo di Monteverdi: “Io la Musica son...” e infatti la Musica vuole esserne il filo conduttore, la cornice ideale entro la quale esso si svolge, mentre la cornice temporale è quella dell'intera età barocca.

Agli inizi e nella prima metà del Seicento, dunque nel primo barocco, si svolge la prima “scena”, proponendo un estratto da ciascuna delle tre opere monteverdiane giunte fino a noi. In questi primordi della storia dell'opera, gli ariosi si alternano a brani strofici e a parti in “recitar cantando”.

Nel summenzionato Prologo dell'Orfeo è la personificazione della Musica stessa a raccontarci di come essa muova gli affetti più vari anche nei più freddi cuori, e ad invitare al silenzio perfino gli uccelli ed i venti mentre si dipanerà il racconto del mito.

Nel più tardo Prologo al Ritorno di Ulisse in patria invece parla l'Humana Fragilità, sempre in balìa del Tempo, della Fortuna e dell'Amore. Dell'Incoronazione di Poppea, opera matura di Monteverdi, lontana nel tempo ma ancora così attuale, abbiamo scelto l'aria iniziale di Ottone (“cavatina”, si dirà in epoca ben più tarda) in cui il “principalissimo cavaliero” si strugge per l'amore di Poppea, oramai non più corrisposto.

La parte centrale, “Intermezzo”, il cui nome è un omaggio alla rassegna musicale che ci ospita, presenta brani sacri del barocco più tardo: un versetto dal Magnificat di Bach e quattro arie dal Messiah di Händel, veri e propri monumenti della storia della musica tradizionalmente eseguiti (anche) in tempo di Avvento.

Ancora di ambito anglosassone, ma di epoca leggermente più antica (fine Seicento, dunque barocco di mezzo) è la seconda “scena”, interamente dedicata a Purcell, che mutua il nome da una raccolta a stampa di “Songs” del compositore inglese. Abbiamo perciò due arie da The Fairy Queen, la prima in cui il personaggio allegorico del Segreto ci svela come esso e la Notte possano prolungare i piaceri in mille modi, la seconda in cui una ninfa si interroga sulla natura ad un tempo dolce ed amara dell'amore.

Proseguiamo con l'aria della Seconda Donna dal Dido and Aeneas, brano dall'atmosfera bucolica ed arcadica costruito sopra un basso ostinato (“ground”, secondo la terminologia inglese del tempo). Col brano finale, anch'esso su “ground”, richiudiamo la cornice ideale della Musica, il cui potere salvifico riesce, per un poco, ad allontanare le preoccupazioni e a lenire gli affanni.

Floriano D'Auria

PROGRAMMA

Scena prima: L'alba dell'Opera

Claudio Monteverdi (1567-1643)

da “L'Orfeo” - Prologo: la Musica "Dal mio Parnasso amato"

da “Il ritorno di Ulisse in Patria” - Prologo: “L'humana Fragilità”

da “L'incoronazione di Poppea ” - Ottone: "E pur io torno"

Intermezzo: Soave sia l'Avvento

Johann Sebastian Bach (1685-1750)

da “Magnificat” BWV 243 - "Esurientes implevit bonis"

Georg Friedrich Haendel (1685-1759)                                   

da “Messiah” HWV 56

"But who may abide the day of His coming"

"Behold, a virgin shall conceive - O thou that tellest good tidings to Zion"

"He was despised"

"Thou art gone up on High

Scena seconda: Orpheus Britannicus

Henry Purcell (1659-1695)                                              

  da “The Fairy-Queen” Z 629 - "One Charming Night"

"If love's a sweet passion”'

da “Dido and Aeneas” Z 626 - "Oft she visits this lone mountain"

da “Oedipus” Z 583 - "Music for a while"

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