SOAVE SIA L'AVVENTO - "Io La Musica Son..." Floriano D'Auria

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Categoria
Soave Sia L'Avvento
Data
7 Dicembre 2019 18:00
Luogo
Palazzo Fabroni, Via S. Andrea, 51100 Pistoia - Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, Via Sant'Andrea, 18
Pistoia, Italia
Telefono
338 238 50 77
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Il programma che presentiamo stasera prende il suo nome da una frase del Prologo dell'Orfeo di Monteverdi: “Io la Musica son...” e infatti la Musica vuole esserne il filo conduttore, la cornice ideale entro la quale esso si svolge, mentre la cornice temporale è quella dell'intera età barocca.

Agli inizi e nella prima metà del Seicento, dunque nel primo barocco, si svolge la prima “scena”, proponendo un estratto da ciascuna delle tre opere monteverdiane giunte fino a noi. In questi primordi della storia dell'opera, gli ariosi si alternano a brani strofici e a parti in “recitar cantando”.

Nel summenzionato Prologo dell'Orfeo è la personificazione della Musica stessa a raccontarci di come essa muova gli affetti più vari anche nei più freddi cuori, e ad invitare al silenzio perfino gli uccelli ed i venti mentre si dipanerà il racconto del mito.

Nel più tardo Prologo al Ritorno di Ulisse in patria invece parla l'Humana Fragilità, sempre in balìa del Tempo, della Fortuna e dell'Amore. Dell'Incoronazione di Poppea, opera matura di Monteverdi, lontana nel tempo ma ancora così attuale, abbiamo scelto l'aria iniziale di Ottone (“cavatina”, si dirà in epoca ben più tarda) in cui il “principalissimo cavaliero” si strugge per l'amore di Poppea, oramai non più corrisposto.

La parte centrale, “Intermezzo”, il cui nome è un omaggio alla rassegna musicale che ci ospita, presenta brani sacri del barocco più tardo: un versetto dal Magnificat di Bach e quattro arie dal Messiah di Händel, veri e propri monumenti della storia della musica tradizionalmente eseguiti (anche) in tempo di Avvento.

Ancora di ambito anglosassone, ma di epoca leggermente più antica (fine Seicento, dunque barocco di mezzo) è la seconda “scena”, interamente dedicata a Purcell, che mutua il nome da una raccolta a stampa di “Songs” del compositore inglese. Abbiamo perciò due arie da The Fairy Queen, la prima in cui il personaggio allegorico del Segreto ci svela come esso e la Notte possano prolungare i piaceri in mille modi, la seconda in cui una ninfa si interroga sulla natura ad un tempo dolce ed amara dell'amore.

Proseguiamo con l'aria della Seconda Donna dal Dido and Aeneas, brano dall'atmosfera bucolica ed arcadica costruito sopra un basso ostinato (“ground”, secondo la terminologia inglese del tempo). Col brano finale, anch'esso su “ground”, richiudiamo la cornice ideale della Musica, il cui potere salvifico riesce, per un poco, ad allontanare le preoccupazioni e a lenire gli affanni.

Floriano D'Auria

PROGRAMMA

Scena prima: L'alba dell'Opera

Claudio Monteverdi (1567-1643)

da “L'Orfeo” - Prologo: la Musica "Dal mio Parnasso amato"

da “Il ritorno di Ulisse in Patria” - Prologo: “L'humana Fragilità”

da “L'incoronazione di Poppea ” - Ottone: "E pur io torno"

Intermezzo: Soave sia l'Avvento

Johann Sebastian Bach (1685-1750)

da “Magnificat” BWV 243 - "Esurientes implevit bonis"

Georg Friedrich Haendel (1685-1759)                                    da “Messiah” HWV 56

"But who may abide the day of His coming"

"Behold, a virgin shall conceive - O thou that tellest good tidings to Zion"

"He was despised"

"Thou art gone up on High

Scena seconda: Orpheus Britannicus

Henry Purcell (1659-1695)                                              

  da “The Fairy-Queen” Z 629 - "One Charming Night"

"If love's a sweet passion”'

da “Dido and Aeneas” Z 626 - "Oft she visits this lone mountain"

da “Oedipus” Z 583 - "Music for a while"

FLORIANO D’AURIA, Cantante e Compositore

Laureato con lode in Architettura presso l'Università degli Studi di Firenze. Compie studi di Direzione di coro con Concetta Anastasi presso il Conservatorio “Cherubini” di Firenze. Dal 2016 è assistente di Joan Yakkey al Laboratorio Corale per bambini della Scuola di Musica di Fiesole e collabora, con la stessa, ai Centri Musicali estivi.

Laureato con lode in Composizione con Barbara Rettagliati presso il Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha studiato con Damiano D'Ambrosio e Riccardo Riccardi. Ha al suo attivo esecuzioni a Firenze per “Il Genio Fiorentino” e Montepulciano per il XXXIV Cantiere Internazionale d’Arte.

Secondo premio al V Concorso Internazionale di Composizione “Antonio Smareglia” (Udine, 2018).

Diplomato brillantemente in Canto presso il Conservatorio “Venezze” di Rovigo come controtenore (mezzosopranista) sotto la guida di Steve Woodbury, ha seguito masterclass con Gloria Banditelli e Paul Esswood, si perfeziona con Donatella Debolini. Interpreta i ruoli teatrali di Spirito nel “Didone ed Enea” di Purcell, Orlovski ne “Il Pipistrello” di Strauss (dir. A. Semolini, regia A. Grilli), Nireno nel “Giulio Cesare” di Händel (Accademia Bizantina, O. Dantone, regia A. Pizzech), l'Humana Fragilità ne “Il ritorno di Ulisse in patria” di Monteverdi (dir. A. Fedi), Mistery, Secrecy e Mopsa in “The Fairy Queen” di Purcell (dir. F. Bardazzi, regia V. Hewitt), Rosina ne “Il Trionfo dell'Onore” di Alessandro Scarlatti (dir. F. Bardazzi, regia M. Setti), Amore in un'inedita cantatina di Rossini (dir. C. Anastasi, regia S. Basile), Cigno nei “Carmina Burana” di Orff (diretto da E. Clari, e in seguito da A. Freiles) mentre fra le opere contemporanee si ricordano “La magica Fontana” (B. Zorzit, dir. D. Del Lungo, regia D. Debolini) “Il lupo e l'agnello” (N. Menci) “Il principe granchio” (E. Dinelli) “El retabllillo de Don Cristòbal” (A. Masi, dir. C. Anastasi, regia F. Gagliardi).

Nel repertorio sacro esegue “Jephte” di Carissimi (Accademia Montis Regalis, A. De Marchi), “Historia di Job” sempre di Carissimi (Ensemble San Felice, F. Bardazzi), “Esequie Musicali” di Schütz (Vocalia Consort, P. Neumann),“Passione secondo Matteo” di Bach (Ars Cantica, M. Berrini), “Vespro della Beata Vergine” di Monteverdi (Ensemble San Felice, F. Bardazzi), “Magnificat” di Bach (Capriccio Armonico, A. Sardi), “Gloria” e “Magnificat” di Vivaldi (Filarmonica Marchigiana, M. Berrini), “Messiah” di Haendel (Ensemble San Felice, F. Bardazzi), “Membra Jesu Nostri” di Buxtehude (Vocalia Consort, M. Berrini).

Ha al suo attivo registrazioni per Brilliant Classics (Monteverdi, “Vespro della Beata Vergine”, Ensemble San Felice, F. Bardazzi), Naxos (Rossini, “Péchés de vieillesse”, Ars Cantica consort, M. Berrini), Classic Voice (“La musica al tempo di Dante. Monodia e polifonia della Divina Commedia”, Ensemble San Felice, F. Bardazzi), e Bongiovanni (Landini, “Cantasi come. Laudi e contrafacta nella Firenze del '300” Ensemble San Felice, F. Bardazzi).

Collabora più o meno stabilmente con svariate formazioni (madrigalistiche, cameristiche, lirico-sinfoniche) con un repertorio che spazia dal medioevo fino alla musica contemporanea: Ars Cantica Choir (Milano, dir. M. Berrini) Ensemble San Felice (Firenze, dir. F. Bardazzi) Ensemble Vocale Tempus Floridum (Firenze), Cappella Musicale della Cattedrale di Fiesole (dir. Don R. Nepi), Cappella Musicale della Cattedrale di Firenze (dir. M. Manganelli) Unione Corale Senese “Ettore Bastianini” (dir. F. Lazzeroni) Ricercare Ensemble (Revere, Mantova, dir. R. Adami), diretto anche da N. Paszkowski, B. Hoffmann, M. Stüve, G. Micheli, Federico Maria Sardelli, R. Chailly, G. Noseda, A. Ceccato e altri. Ha collaborato con la compagnia di danza contemporanea “Collettivo Cinetico” (Ferrara) col ruolo di performer-cantante nello spettacolo *plek- (coreografia e regia F. Pennini).

 

 
 

Altre date

  • 7 Dicembre 2019 18:00

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